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LA NOTA DEL CAPOGRUPPO


Il confronto delle idee non deve mai prevedere l’uso del tribunale ma nemmeno della diffamazione dell’antagonista politico.
A Montappone su molte gravi questioni accadute come il rifiutarsi del Sindaco di dimettere a verbale la dichiarazione di un consigliere, l’occultare atti e documenti pubblici, ecc… , l’unica denuncia effettuata contro questa Amministrazione presso il Tribunale di FERMO è rappresentata esclusivamente dal negato rispetto della dignità della persona in quanto tale.
La dignità personale và rispettata o fatta rispettare
.

Invece, non è stata mai scelta la via giudiziaria quando si mancava di rispetto del capogruppo e dei consiglieri di opposizione nella chiara funzione di rappresentanti istituzionali di un’altra parte della popolazione. Certamente può in una fase iniziale dispiacere agli elettori e moltissimo è costato alla sensibilità verso le regole democratiche del gruppo consiliare “Montappone Nuova” e tuttavia, non è stato mai scelta la via giudiziaria quale metodo di lotta politica.
Il mancato rispetto delle regole democratiche rappre-senta un’offesa soprattutto alla comunità montapponese tutta. Il gruppo a cercato soprattutto di testimoniare i gravi fatti accaduti con tutti i mezzi possibili: Prefettura, stampa locale, manifesti, bacheca, assemblee, ecc..
In definitiva, il giudice che può condannare per i comportamenti antidemocratici dell’ Amministrazione Vecchi è quello delle prossime elezioni amministrative
.
Tornando alla diffamazione, questi Signori avevano reso l’aria di Montappone irrespirabile da una serie di fatti e gravi comportamenti su cui è bene soprassedere.
La ciliegina diffamatoria contro la dignità personale rappresentava quindi il punto più alto di attacco personale e conseguentemente per fare terra bruciata intorno all’opposizione.
Al 27.12.2000 l’ultimo giorno utile con la solidarietà del gruppo consiliare in capogruppo Buccolini invia alla Procura di Fermo la querela di questo tenore

il Sindaco, gli Assessori e i Consiglieri di maggioranza hanno redatto e distribuito un volantino intitolato “i soliti burattinai” contenente una accusa specifica di contenuto sicuramente diffamatorio nei confronti dello scrivente.
La frase come si evince dal volantino allegato, del tutto immotivatamente, accusa lo scrivente di non esitare ad usare il telefono ed il fax del comune per faccende private.
L’accusa riguardante un fatto specifico che costituisce persino reato, è sicuramente offensiva perché prospetta agli eventuali lettori un comportamento d’interesse privato in mansioni pubbliche, sicuramente dequalificante perché contrario al rispetto della persona in quanto tale e ai doveri della rappresentanza istituzionale specie in un con-fronto politico qual è quello attuale, in cui la correttezza del compor-tamento e la coerenza delle qualità pubbliche degli eletti è sicuramente uno degli elementi discretivi di giudizio politico ………….

La querela segue il suo corso e il Tribunale di Fermo emana la condanna penale con una piccola ammenda personale.
Il Sindaco ed il gruppo di maggioranza, invece di chiedere scusa e dare un taglio a questi rozzi metodi, fanno ricorso contro la condanna irrorata e chiedono due processi, uno con rito abbreviato lasciando l’altro, quello più importante, al solo Sindaco e Capogruppo di opposizione.
Ebbene, quello che è sconcertante di questa vicenda, è il doppio gioco utilizzato da questi caporali per dirla con Totò.
In particolare, il Sindaco:

A MONTAPPONE
Alle sue assemblee pubbliche, in consiglio comunale e con i suoi elettori rappresentava il massimo dell’arroganza nel continuare ad accusare di un reato chi come Lui rappresenta una parte della popolazione;

PRESSO IL TRIBUNALE DI FERMO
alle udienze dove doveva dimostrare la fondatezza delle sue affermazioni diventa

in un primo momento
un piccolo frignone al di là di ogni possibilità di redenzione” per dirla con Raymond Ellis (1) con il suo avvocato le prova di tutte come:
1. che lo scritto diffamatorio non era stato fatto da loro in quanto non recava la firma autografa….;
2. che chi ha fatto la denuncia non era capogruppo di opposizione
.
Inoltre, con i tre dei quattro testimoni che ha portato davanti al giudice dimostra esattamente il contrario.
In un secondo momento
con un testimone speciale, il vigile urbano, che per l’occasione ironicamente potremmo chiamare lo sceriffo di Nottingham, il Sindaco dimostra di essere un moderno “vero flagello“ (1) della democrazia.

Il capogruppo di opposizione fino alla sentenza, nonostante il Sindaco non lo meritasse, nei consueti contatti dei legali, ha offerto la possibilità di risolvere il Suo problema facendo le scuse pubbliche nella stessa forma e consistenza con cui aveva effettuato la diffamazione.

Non lo ha fatto: si è preso la condanna penale.

Quello che certamente dispiace della vicenda e di altre che abbiamo cercato di rappresentare con questo sito è la grave divisione dei Montapponesi generata da questa sciagurata gestione delle istituzioni democratiche.

Nelle amministrazioni passate mai si arrivò a questa grave divisione; nemmeno nel dopoguerra e nei primi passi della democrazia.
Ricordo, dal 1985 al 1995 essendo stato assessore di maggioranza di questo bellissimo paese mai e poi mai l’Opposizione è stata trattata in questo modo. Ci si faceva in quattro per risolvere i problemi al di là del colore politico dei compaesani e, quando si andava in provincia o in Regione o in qualsiasi altro Ente si rappresentava gli interessi del paese nel rispetto dei ruoli istituzionali con dignità ed educazione senza arroganze o attacchi politici gratuiti agli esponenti delle altre Istituzioni.
A condanna definitiva ed esperita la parte civile verrà fatto un concorso di pittura e scultura sul tema della democrazia con le opere da esporre permanentemente su un immobile del centro storico affinché rimanga testimonianza dell’accaduto per le generazioni a venire.

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(1) al di là della collina, memorie di un soldato inglese prigioniero nelle Marche a cura di M.Grazia Camilletti edito da AFFINITA’ ELETTIVE

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